Ecco il corto che ho scritto l’anno scorso, in molti l’hanno già visto, ad altri ho rotto le palle raccontando la genesi e il fluire del progetto. Beh finalmente si può vedere su youtube. Non è un granchè soprattutto nel finale perchè fatto con pochi mezzi e in poco tempo....
Beh vedete e giudicate...
"Siamo stati di manica larga in quanto non bisognerebbe manifestare"
(sb)
e giù botte agli studenti...
Ieri sono andato a cena con una decina di amici.
Ma la questra comunica che ero da solo...
Tanti bei documentari in questa rassegna, divertenti, interessanti e spesso anche angoscianti. Esempio vitalissimo di cinema italiano oscurato da distributori e televisione.
Soltanto un nome nei titoli di testa (di Daniele Di Biasio)
Meraviglioso ricordo di Ugo Pirro, uno dei più grandi sceneggiatori italiani (La classe operaia va in paradiso, Indagine su un cittadino…). Il documentario lo ricorda per i suoi capolavori con interviste, aneddoti e ricordi di registi e colleghi. Ne esce un bellissimo ritratto di un gigante della scrittura ironica, grottesca, provocatoria. Aavanti secoli rispetto a molti altri: nel documentario si ricorda una commedia teatrale del 1995 dove “inventava” il dibattito in una scuola per il crocefisso in aula e il velo delle ragazze islamiche. Nel 1995!
Esempio di un grandissimo di una categoria, gli sceneggiatori, senza la quale il cinema non esisterebbe. Una categoria che invece il cinema stesso, i media e i giornalisti considerano “soltanto un nome nei titoli di testa”.
Voto *** (7,5)
Che saccio (di Camille d’Arcimoles)
Piccolo mediometraggio sui due ragazzi protagonisti prima di Respiro e poi di Nuovomondo. La loro vita prima e dopo l’incontro con il cinema e, soprattutto, con Crialese. Delicato e istruttivo nel raccontare i due con tutte le loro debolezze e bellezze. Enorme Crialese come “padre” dei due ragazzi.
Voto ** ½ (6,5)
Il passato è il mio bastone (di Antonio Rezza e Flavia Mastrella)
I primi lavori del genio Rezza (e Mastrella) raccontati da critici cinematografici che ne spiegano la loro grandezza (il lavoro sui corpi e il linguaggio delirante e straordinario). Un po’ ripetitivo ma è sempre divertente rivedere spezzoni rezziani, a tratti anche i critici che spesso si divertono a prendersi in giro. Adelphiano e zozzologico. E forse anche "patafisico".
Voto ** (5/6)
Venezia 68 (di Antonello Sarno e Steve Della Casa)
La rivolta contro il direttore Chiarini alla Mostra del cinema nel 1968. Cavani, Pontecorvo, Gregoretti e Lizzani raccontano le loro illusioni e incoerenze in quest’operazione targata Medusa cbe ha come unico obiettivo gettare un’onta di discredito verso il 68 e cosa rappresenta. Si salva una certa ironia ma l’assunto è volutamente manipolatorio (critiche feroci di Citto Maselli che è stato uno degli artefici di quel 68 che infatti non è neanche intervistato).
Nel documentario su Pirro si citano gli stessi eventi in tutt’altra prospettiva. Casualmente. Inutile.
Voto * ½ (5)
Below Sea Level (di Gianfranco Rosi)
Premio nella sezione Orizzonti. “Falliti” made in USA che vivono sotto il livello del mare, in roulotte in mezzo al deserto senza elettricità e acqua potabile. Barboni che hanno scelto di vivere ai margini invece che farsi umiliare dalla grande democrazia americana e dalla sua società del benessere.
Rosi è bravo a raccontarceli così come sono, senza pietismi e nulla di patetico. Reale e a tratti anche poetico.
Voto ** ½ (6/7)
Da Locarno...
Il sol dell’avvenir (di Gianfranco Pannone)
Apologo delle Brigate Rosse? Film che ha fatto incazzare Bondi. E ne sono felice... Pannone racconta la storia della nascita delle Br a Reggio Emilia partendo dal romanzo di Franceschini, uno dei brigatisti. Il regista fa incontrare vecchi amici: ex brigatisti che hanno chiesto scusa, altri che non hanno mai rinnegato la lotta armata, e altri che invece non hanno mai aderito e sono rimasti nel Pci. Gli ex amici riprendono a discutere su quegli anni tra nostalgia, incazzature e amarezza.
Ne esce un documentario ben fatto, divertente, doloroso e probabilmente ambiguo, che ha il merito di ricordare quegli anni cercando di capire le motivazioni (la guerra, la resistenza, l’omicidio di un manifestante durante il governo Tambroni) di una scelta sicuramente sbagliata.
Oh che meraviglia le gite a Cavriago per rendere omaggio al busto di Lenin. Poi gli “Offlaga Disco Pax” contrappuntano con canzoni sulla fantastica toponomastica di Reggio Emilia: via Carlo Marx, via Unione Sovietica, via Stalingrado, via Rivoluzione d’Ottobre, via Ho Chi-Min. Resistente.
Voto *** (7,5)
CIMAP! Cento italiani matti a Pechino
Piccolo documentario su cento matti che fanno realmente un viaggio da Roma a Pechino (con soste a Budapest e Mosca ad esempio). Delicato e divertente nel raccontare persone sicuramente non facili. Di sublime bellezza il ragazzo napoletano e il parmense.
voto ** 1/2 (6,5)